La mia Africa.

Grafismi tribali, ispirazioni alle tradizioni Masai, stampe animalier dallo stile naif o primitivo, hanno dominato le passerelle estive dello scorso anno, ispirandosi alle donne glamour e piene di charme selvaggio.

Ancora attuali e alla moda sono le femmine che dominano la Giungla Urbana, nei loro outfit che si animano di colori caldi e intensi.

In questo mood Safari, Donna Karan 2014, ha proposto una donna posh , risoluta e sicura di sè nell’evocare suggestioni e visioni calde, nel bellissimo abito foulard, one-shoulder monomanica.

Il sandalo adornato di perline è come il souvenir di lusso acquistato alla boutique del resort Keniano a 5 stelle, al polso un bracciale di cuoio.

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Quest’anno lo stile Africa tour si esprime molto anche nel campo degli accessori: borse, scarpe, bijoux. Vediamo di seguito delle proposte a caldo, davvero deliziose.

Se siete in ricerca dell’uniqueness e dell’Africa più variopinta, You Khanga è il brand che fa per voi. Coniuga lo spirito africano e l’artigianalità italiana  proponendo abiti e accessori unici. Basti sapere che il khanga, da cui prende il nome, è unico di per sè. E’ un tipico tessuto dell’Africa equatoriale che le donne locali ben conoscono e utilizzano non solo per realizzare abiti, copricapi, decorazioni murali, ma persino come fascia per portarsi addosso l’amatissimo bebè. Si tratta di una tessitura stampata in toni brillanti, coloratissima. Caratterizzano questi teli messaggi, proverbi, detti e frasi benaugurali in originale lingua Swahili.

Dall’esperienza africana della fondatrice Veruscha Rossi  di Grosseto e dalla creatività della stilista Benedetta Ceppi nascono pezzi unici, perchè i Khanga sono essi stessi unici e non prodotti in serie, ognuno è diverso dall’altro.

La Capsule Collection You Khanga propone splendide gonne dal taglio a porzione di ruota con frasi Swahili.

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Coloratissimi i sandali firmati You Khanga con tacco 10, composti da listini ricoperti di tessuto Khanga.

Immagine 6Immagine 1Lebole Gioielli propone per la Collezione Africa bijoux tribali con visi africani, geografie e colori equatoriali. Sono piccoli preziosi pezzi d’arte primitiva e tradizionale che possono darvi quel tocco esotico e ispirare conversazioni suggestive di ricordi.

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In questo meltin-pot etnico e vacanziero, poteva forse mancare l’Africa?

 

di Paola Canti

La tuta per TutTe!

La tuta! Un capo che nacque sotto il segno dei Gemelli non può che essere versatile!(ndr)

Ricompare nei défilé del prêt-à-porter e dell’haute coture più di tendenza, in concomitanza con il ritorno dell’eclettico revival di stili del XX secolo: dal total-jeans alle salopette, dalla moda anni ’70 al boho,  alla rivisitazione delle eleganti linee dei primi del ‘900, o degli ampi e fluidi pantaloni del pijiama palazzo  di Galitzine che videro il loro esordio intorno agli anni ’60.

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La prima tuta della storia nacque a Firenze negli anni ’20 e per antonomasia è il capo che meglio rappresenta il movimento del futurismo. Per essere arrivata al quasi secondo decennio XXI sec con tale riverenza, ciò si dimostra essere assolutamente coerente!

Non si era mai vista prima nella storia del costume e della moda una veste simile. Un ibrido tra ciò che avviluppa naturalmente il corpo umano sopra, il top in senso più generico,  e il pantalone.

Essa fu concepita inizialmente come “capo universale”.

Il quotidiano la Nazione di Firenze ne decretò la diffusione e promozione ufficialmente, diffondendo un articolo ad essa dedicato il 16 Giugno del 1920. Vennero divulgati insieme all’articolo l’illustrazione ad opera del suo inventore e addirittura il disegno esplicativo sul metodo di taglio.

Il primo prototipo di tuta fu il risultato di una ricerca, quella del “capo universale tutto di un pezzo”, da parte dell’ anglo svizzero americano fiorentino Ernesto Henry Michahelles, aka Thayaht.

Studioso di esoterismo e fascista, questo curioso personaggio era un vero creativo: pittore, scultore, stilista di moda. Il suo disegno della tuta ha origine nella semplice “forma a T”, da cui deriva il nome. Ispirata ai concetti futuristici attestati dal Manifesto Futurista e da Giacomo Balla, semplice, pratica, nuova, sintetica, diventò dapprima abbigliamento comodo ed economico da lavoro per gli operai.

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Salvo poi essere riproposta dai creatori di moda per l’abbigliamento femminile.

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Le jumpsuite, come le chiamano gli inglesi, sono oggi ritornate in gran voga, non solo come capo di abbigliamento comodo quotidiano, anche come capo adatto a diverse occasioni d’uso, con diritto di prelazione, persino nella cerimonia.

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C’è chi sostiene che le tute sono adatte a tutti i tipi di corporatura, non è vero! … dipende da quali tute e quali corporature. Per fortuna tra le linee must-have c’è ampia gamma e varietà di scelta. Quindi facciamo attenzione ed un pò di sana autocritica. Abbiamo un corpo slanciato o tozzo? Il baricentro è alto o basso? Chi ha un seno procace dovrà trovare il bilanciamento tra sopra e sotto e fare molta attenzione agli scolli. Una figura snella ma minuta dovrà abbinare le scarpe giuste o scegliere il taglio a vita alta. La proporzione sarà il parametro fondamentale per trovare il modello giusto per noi.

Il fitting perfetto è perfetto in maniera diversa su ognuna di noi con le proprie peculiarità.

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Ci sono modelli a vita alta o bassa, modelli a fascia, talvolta ornati con ruches e voilant, modelli con il cavallo sceso, oppure aderenti come collant. Molto sexy e adatte per l’estate le tute eleganti con inserti nudi, schiena nuda o svolazzanti con cappe, scialli e mantelline incorporate.

url-41Oracle Fox gypsybeach bikini sypsy swimwear unique frankies kovey ocean beach lifestyleCi sono poi le tute di jeans…ovviamente. Di seguito, la salopette in jeans aderente con pantalone a zampa d’elefante, in perfetto tempismo con il grande revival anni ’70 del momento.

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Le tute bohèmian fashion o boho, sono un pò hippy, in versione short o lunga.
9-summer-outfits-ideas-every-fashion-addict-loveMolto alla moda sono anche le tute Bohémian in crochet , uncinetto, macramè o pizzo, che ci renderanno irresistibili e con quel tocco glamour.
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